IL PIANO DI COMUNICAZIONE
Parlare di Piano di Comunicazione all’interno di un progetto che coinvolge operatori della scuola e del no-profit significa mettere in atto un’operazione di decostruzione di pregiudizi nei confronti della comunicazione. Abituati a lavorare tanto e bene, ma non a raccontare bene il tanto che si fa, le organizzazioni tendono a considerare gli interventi comunicativi come un aspetto secondario e dalle dubbie finalità. Il confine tra comunicazione e pubblicità infatti non è sempre evidente, con il rischio di considerare l’intervento comunicativo come un’operazione di immagine, di pura autopromozione piuttosto che un servizio di pubblica utilità.
Questo perché Ri-Generazioni ha visto un intenso lavoro preliminare nel far comprendere e condividere l’idea che la comunicazione:
accompagna ogni nostra pratica professionale
è un atto dovuto al cittadino e all’organizzazione per cui si lavora
non può essere estemporanea e spontanea ma va pianificata
richiede che la pianificazione venga fatta ex ante in modo da consentire una valutazione ex post dei risultati
necessita di competenze anche minime la cui trasversalità può essere di grande aiuto nelle diverse professioni e, nel caso non siano possedute, diventare oggetto di ricerca e formazione
Il Piano di Comunicazione è avvenuto non all’inizio del progetto ma in corsa. Pregi e limiti di questo aspetto sono ben illustrati nella valutazione fatta ex post.

